Disclosure Day : il mito della verità

Questo non è solo un film. Vuole raccontare la verità — o ciò che potrebbe essere la verità. Spielberg torna a parlare di UAP (il nuovo acronimo con cui vengono chiamati oggi). Nel 2020 il Pentagono ha infatti sostituito il termine UFO (Unidentified Flying Object) con UAP (Unidentified Aerial Phe…

Pubblicato il di Redazione New Utopia2 min di lettura
Una figura in controluce davanti a una porta che si apre su una luce intensa — Disclosure Day

Questo non è solo un film. Vuole raccontare la verità — o ciò che potrebbe essere la verità. Spielberg torna a parlare di UAP (il nuovo acronimo con cui vengono chiamati oggi). Nel 2020 il Pentagono ha infatti sostituito il termine UFO (Unidentified Flying Object) con UAP (Unidentified Aerial Phenomena), ammettendone la rilevazione strumentale ma non sapendo ancora spiegarli.

Il regista che ha inventato il cielo buono

Tutti ricordiamo “E.T.” o “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, film dello stesso Spielberg: opere empatiche, quasi concilianti, in netto contrasto con titoli come “Independence Day” o “La guerra dei mondi”, basati sulla formula “loro arrivano e noi reagiamo”. Non è un caso: Spielberg racconta da sempre di aver ereditato la meraviglia per il cielo dal padre, che da bambino lo svegliò nel cuore della notte per portarlo a vedere una pioggia di meteore. Da quel campo nel New Jersey nacque un immaginario che ha segnato mezzo secolo di cinema: l’ignoto come invito, non come minaccia.

Ma in questo film Spielberg sembra voler modificare deliberatamente quella formula, ponendosi — e ponendoci — una domanda diversa: cosa succede se tutti scoprono che esistono?

Non è la storia di un individuo che incontra l’ignoto, ma la storia di un’intera società che deve fare i conti con una verità che solo alcuni conoscevano (e che hanno scelto di nascondere).

Lo stesso regista, nelle recenti interviste, chiarisce la sua posizione. Afferma infatti: “Non siamo soli nell’universo. È matematicamente impossibile che la Terra ospiti l’unico organismo biologico nel cosmo.”

I protagonisti

I protagonisti del film sono Margaret (interpretata da Emily Blunt), una reporter meteo che si ritrova a gestire una verità troppo grande per essere taciuta, e un esperto di cybersicurezza, un whistleblower — un testimone scomodo (interpretato da Josh O’Connor). Entrambi si troveranno davanti alla stessa domanda: quando la verità è scomoda, chi ha il coraggio di dirla? E chi guarderà il film sarà costretto a chiedersi come si comporterebbe al loro posto.

Quando la finzione insegue la cronaca

C’è poi un aspetto che rende questo film unico nella storia del genere: esce mentre la “disclosure” vera è in corso. Nelle stesse settimane in cui il film arriva in sala, il governo americano sta davvero pubblicando i suoi archivi UAP — video militari, fascicoli FBI, testimonianze sotto giuramento (ne raccontiamo puntata per puntata nelle nostre Cronache della Disclosure). Mai come oggi lo schermo e il telegiornale si sono dati appuntamento sullo stesso tema: e viene da chiedersi se il pubblico uscirà dal cinema guardando il cielo in modo diverso.

La verità, suggerisce il film, è una questione di coraggio: di chi ha la volontà di dirla e di chi ha la volontà di ascoltarla.

Il film uscirà il 10 giugno nelle sale italiane. Tu andrai a vederlo?

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